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Tina Leonzi: La Forza e' Donna su www.occhiaperti.it PDF Stampa E-mail

pubblicato su: www.occhiaperti.net

link: http://www.occhiaperti.net/index.phtml?id=6766




quattro chiacchere con una donna forte e tenace

Tina Leonzi: La Forza e' Donna

di Chiara Medini

Presidentessa e fondatrice del Mo.I.Ca.

Chi pensa che le donne che, per scelta, o per dovere rimangono a casa, siano niente pi? che persone poco intraprendenti, o poco intelligenti, o di mentalit? antica e chiusa, si dovr? ricredere!

Conoscere la presidentessa del Mo.I.Ca. - Movimento Italiano delle Casalinghe, mi ha aperto le porte ad un mondo e ad una mentalit? aperta, nuova, intraprendente e molto entusiasta, che affronta la vita con grinta e determinazione. Gli scontri che una donna lavoratrice domestica deve affrontare, non sono n? pi?, n? meno cruenti e le sfide impegnative, rispetto a quelle di una donna lavoratrice esterna.
Vi presento Tina Leonzi, fondatrice e attuale presidentessa del Mo.I.Ca..

Chi ? Tina Leonzi?
Una donna che ha creduto che le donne, pur diverse dall'uomo, non sono inferiori. Una donna, che ad un certo punto del suo cammino ha pensato che valesse la pena di impegnarsi, per un miglioramento della qualit? di vita delle donne. I due aggettivi che mi caratterizzano sono: INNOVATIVA e DETERMINATA. Ho dato vita ad un'associazione di donne casalinghe, per la valorizzazione del lavoro familiare, mentre imperava l'ideologia delle donne emancipate soltanto attraverso il lavoro esterno. Impegnarsi, riconoscere diritti anche alle donne casalinghe, significa avere una visione d'avanguardia e non di retroguardia.

Ci pu? descrivere la Sua situazione familiare?
Sono vedova da 17 anni. Sposata per 41 anni ad un uomo autorevole e stimato, quotidiana scuola di socialit? e solidariet?. Ho 3 figli e 3 nipoti. Un figlio maschio avvocato, una femmina cardiologa e l'altra femmina che lavora nel campo della moda. Dei mie 3 nipoti, due sono giovani adulti (18 e 21 anni) ed uno ha appena 20 mesi.

Qual ? la sua giornata tipo?
Quando sono a Brescia, scendo dalla mia abitazione, per raggiungere la sede del Mo.I.Ca. Al piano di sotto, alle 9 della mattina e risalgo intorno alle 18-19 la sera. La mia ? una giornata di intenso lavoro: lettere, telefonate, programmi, relazioni, rapporti con le istituzioni e tanto altro.
La mia vita, in realt?, ? molto varia e nomade: gli spostamenti sono frequentissimi. Viaggi in aereo, in treno, in auto. Spesso mi viene chiesto come ? possibile, alla mia et?, sostenere questi ritmi, rispondo che, finch? il Signore mi dona salute e lucidit?, perch? dovrei fermarmi?! Molto si riceve, se molto si ? dato e si continua a dare.

E il tempo libero?
Normalmente in famiglia. Alla sera mi godo il mio nipotino Paolo, che cresce bello e vivace, guardo la televisione. Il tempo davvero libero, me lo godo in estate, quando concluse attivit? e impegni, mi sposto nella casetta sul Lago di Garda, dove leggo, scrivo, ricevo amici e finalmente faccio davvero la casalinga!

Riconosco che questa ultima risposta, ha suscitato in me una serie di interrogativi e considerazioni di facile intuizione e che sicuramente potrebbero interpretare anche il pensiero di molti lettori. Questa donna ha sposato un uomo di una certa levatura e ha vissuto alla sua ombra, poi per capriccio o per noia si ? messa a fare vita associativa. Facile questo pensiero, ma vogliamo andare oltre? Sicuramente Tina ? stata una donna fortunata. Ma quando parla della gioia di tornare a fare la casalinga, della gioia di dedicare il proprio tempo al movimento di cui ? fondatrice, delle responsabilit? di cui si ? fatta carico, non possiamo fermarci solo alle apparenze. Questa donna non ha nulla da togliere ad un amministratore delegato di una grande multinazionale: unisce persone, aiuta gli altri, ha cresciuto 3 figli ed ? una vera e propria general manager, se vogliamo utilizzare termini inglesi commerciali, che tanto piacciono a tutti... E la prossima frase potr? farvi certamente ricredere.

Cosa le ha fatto prendere coscienza dell'importanza del riconoscimento delle attivit? delle donne casalinghe?
Osservando la vita delle donne che lavorano in casa, la fatica della gestione familiare, la responsabilit? della cura e dell'educazione dei figli, la pesante assistenza agli anziani non autosufficienti, l'esigenza di essere nel contempo: donne, mogli, madri, figlie, nuore.

Cosa ? cambiato nella sua vita, quando ha deciso di ?alzare la testa??
Mai alzato la testa, perch? non l'ho mai abbassata. Sono stata casalinga serenamente, senza frustrazioni e vittimismi, senza complessi di inferiorit? nei confronti di amiche e conoscenti lavoratrici extradomestiche, e pure, comunque casalinghe in determinate ore della giornata.

Il suo sogno nel cassetto?
Non ho sogni nel cassetto. La mia vita si ? svolta non all'insegna del sogno, ma di una realt? fatta di tenacia e determinazione. Il mio progetto pi? ambizioso: la costruzione di un'associazione nazionale dal nulla. Esserci riuscita ? la realizzazione di un progetto e di un sogno. La mia pi? grande frustrazione, ? quella di non avere ancora ottenuto per le donne casalinghe, legislazioni adeguate, necessarie a riconoscere loro i diritti di cui ogni lavoratore fruisce: un sistema di sicurezza sociale, tale da rispondere alle giuste aspettative delle donne.

Cosa pensa delle donne italiane?
Penso che nonostante il ruolo professionale che ricoprono, continuino a ritenere importante la famiglia e il loro impegno all'interno di essa. Le donne italiane continuano a tessere quel filo sottile che dalla casa, per secoli indissolubilmente emblema della loro vita, va oltre cercando di stabilire un'auspicabile conciliazione tra tempi di lavoro e tempi di vita.

E' proprio su questo che ? importante riflettere: la donna come portatrice della conciliazione tra lavoro, vita quotidiana, famiglia e se stesse. Tina ha centrato perfettamente l'argomento della nostra rubrica: vedere le donne, cos? pratiche, fantasiose, originali, vulcaniche, esplosive, come un cerchio perfetto, un ?tutto tondo? da esplorare, capire, sostenere.

Mo.I.Ca. ha sedi in tutta Europa e nel Mondo, pu? indicarci le differenze, se ce ne sono, tra le donne italiane e quelle del resto del Mondo? Fuori dall'Italia, quanto sono tenute in considerazione, le donne casalinghe?
Siamo presenti in tutta Europa e nel mondo, non con sedi Mo.I.Ca., ma con le federazioni cui il Mo.I.Ca. ha dato vita: F.E.F.A.F. (Federation Europeenne des Femmes Actives au Foyer), altrimenti detto Federazioni delle Donne ATTIVE al FOCOLARE e U.N.I.C.A (Unione Interculturale Casalinghe). Dell'una e dell'altra sono fondatrice e attualmente vice-presidentessa. Le differenze dipendono dalle situazioni sociali, culturali, economiche, politiche, religiose dei diversi Paesi. Le accomuna un dato negativo: in nessun Paese il lavoro familiare ? riconosciuto come dovrebbe esserlo. Anzi, l'Italia in questo senso fa persino bella figura, in quanto ha legiferato, sia pure in misura inadeguata e con leggi ancora da coronare di opportune modifiche.
L'associazione, comunque, rispecchia la situazione femminile, in quanto sono sempre le stesse donne, di cui si parla. Sono madri di famiglia, ma magari anche lavoratrici esterne. In un certo senso, per?, le donne casalinghe e la situazione delle donne che lavorano anche all'esterno, si differenziano soprattutto a livello giuridico, in quanto le seconde godono di una maggiore sicurezza da questo punto di vista, nonostante l'art. 35 della Costituzione preveda tali garanzie per il lavoro in tutte le sue forme e quindi anche per il lavoro familiare.

Quali sono i punti di forza e di debolezza del Mo.i.Ca.?
La seriet? e l'impegno e il fatto di non essersi mai schierato a livello politico, la capacit? organizzativa e la collaborazione delle sue responsabili a tutti i livelli, sono i nostri punti di forza. La debolezza sta nella scarsit? delle risorse, che pure ci bastano per fare bella figura!

La forza del Mo.I.Ca., quindi, ? l'unione, la voglia di fare, la forza e la grinta di questo gruppo.

E' soddisfatta dei risultati raggiunti?
No, perch? sogno ancora un futuro in cui le scelte delle donne siano davvero libere da condizionamenti delle necessit? e delle opportunit?, sogno un futuro in cui per ogni donna sia possibile un'autentica parit?, intesa come armoniosa partecipazione con l'uomo in ogni campo della convivenza umana, sogno ancora una societ? che abbia compreso la ricchezza del dono della donna e ne abbia fatto il prezioso commento della storia.

Con questa frase, vorrei concludere questo articolo, solo con queste parole.

Ringrazio la signora Tina Leonzi, che credo abbia regalato a tutti noi una grande lezione di vita, al di l? di tutto, al di l? dell'associazione che rappresenta e della realt? dalla quale proviene. Il rispetto per tutti e la rivalutazione della figura femminile, oggi pi? che mai importante nel mantenimento della tradizione e dei principi familiari.
 

Scritto da: Chiara Medini

Data: 13-01-2009

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