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Presentazione MOICA
Il MOVIMENTO ITALIANO CASALINGHE è nato a Brescia l'11 novembre 1982. La sua esperienza è quindi quasi trentennale. D'ispirazione cristiana, l'associazione si prefigge, fin dalle sue origini, un'attenzione privilegiata alle donne casalinghe e il riconoscimento del lavoro familiare nel quadro di un'adeguata politica a sostegno della famiglia. Per raggiungere le finalità statutarie, il MOICA costituisce gruppi locali in 130 località sul territorio nazionale, e con decine di migliaia di socie e simpatizzanti. In questi anni ha attivamente operato per promuovere una nuova coscienza e una nuova cultura della casalinga. Le socie si incontrano a cadenza settimanale o quindicinale con un preciso piano di lavoro ricco di attività, convegni e iniziative formative e quant'altro ( iniziative letterarie, lingue straniere, pittura, cucina dietetica, ginnastica, puericultura, ed altro) con una notevole partecipazione e attenzione dei media. Mostre, indagini, congressi regionali e nazionali, rapporti internazionali, completano l'intensa attività. Il MOICA raggruppa al suo interno donne casalinghe a tempo pieno e parziale, spesso alle prese con la non facile conciliazione tra la vita lavorativa e familiare. Gli anni più lontani, sono stato contrassegnati, in misura preponderante, da una tenace azione politica volta all'abrogazione dell'art. 4 del DL 503/30.12.92 ( entrata nella legge di Riforma previdenzioale n°335). che togliendo l'integrazione al minimo trattamento pensionistico, ha di fatto penalizzato le donne che, dopo alcuni anni di attività lavorativa, , hanno scelto la vita familiare per dedicarsi all'educazione dei figli e a garantire un maggior confort alla famiglia. Se è vero che sono stati ottenuti importanti risultati , è altrettanto vero che resta ancora molto lavoro da fare. L'autorevole sollecitazione al riconoscimento del lavoro familiare, la sentenza della corte costituzionale n°28 8 19/1/1995) che definisce che 2fare la casalinga è un lavoro" da cui l'intera comunità trae innegabili vantaggi.Riconosciuta dunque come lavoro l'attività familiare deve essere riconosciuta e tutelata come prevede l'art. 35 della Costituzione. per il lavoro in tutte le sue forme. L'impegno più recente è di ottenere modifiche migliorative alle leggi vigenti in materia - L.565/95 sul trattamento previdenziale, e L. 493/99 sulla prevenzione e copertura degli infortuni domestici anche partecipando a comitati e organismi istituzionali. Il lavoro familiare è infatti un bene per tutti, non solo per gli aspetti gestionali, morali, educativi, assistenziali ma anche economici. Studi recenti stimano un contributo annuale di 439 miliardi di euro solo per il nostro Paese, pari al 32,9% del PIL e quindi ad 1/3 della ricchezza prodotta. Perseguire quindi un nuovo 2status" della lavoratrice familiare, è un impegnoi che il MOICA persegue non solo per le donne e le famiglie ma per l'intera società.
IL MOICA NEI VARI ORGANISMI NAZIONALI E INTERNAZIONALI
Residente a Brescia. Ha tre figli. Commendatore al merito della Repubblica (2005).
COS'E' IL MOICA? Salve! Grazie della visita! Grazie per essere entrati nel nostro sito rinnovato, “tutto nuovo”. 30 anni d’intensa attività e di battaglie per i diritti delle casalinghe, per il riconoscimento del lavoro all’interno della famiglia come scelta di vita o, comunque, condizione vissuta all’insegna della solidarietà quotidiana, fonte di progresso sociale e di indubbio valore anche economico. Il MO.I.CA. è un’associazione senza scopo di lucro che opera da 30 anni per “dare voce” alle richieste delle donne che lavorano in famiglia a tempo pieno (secondo la definizione acquisita recentemente in sede legislativa “che svolgono lavoro di cura non retribuito derivante da responsabilità familiari”).
Non è stato facile alle origini – stilato uno Statuto – trovare la metodologia di lavoro, verificare gli obiettivi, scoprire ambiti di presenza, di servizio, di testimonianza, formule di agire politico. Abbiamo dovuto coordinare in uno tradizione e novità, fantasia e inventiva, la creatività del nostro essere e divenire con tutte le difficoltà dei percorsi, l’esigenza di procedere con speditezza alla complessità dei problemi e delle possibili soluzioni. Il problema all’inizio – o meglio nei nostri primi anni – fu quello di mediare tra spinte ideali e operatività concreta, fu quello di saper cogliere denunce e aspettative anche inespresse, frustrazioni e amarezze profonde delle donne casalinghe mortificate da una cultura che sosteneva categoricamente l’evoluzione della condizione femminile possibile soltanto attraverso il lavoro extradomestico. La nostra esperienza associativa, l’accoglienza che essa ha avuto in ogni parte del nostro Paese – Nord, Centro e Sud in misura equilibrata, rappresentati da 17 Comitati regionali e un centinaio di gruppi – ci consentono di sostenere il contrario. L’intesa e il sentire comune al di là delle collocazioni territoriali, gli scopi che ci hanno unite – quell’11 novembre 1982 – la capacità organizzativa, propositiva del lavoro di tutti i gruppi uniti al Centro nazionale da programmi di lavoro definiti ma che vengono da ciascuno interpretati, rielaborati, attuati pur nel rispetto fondamentale delle scelte assembleari, ci consentono di dichiarare che l’indicazione categorica del “lavoro esterno” come unico mezzo di emancipazione o di liberazione, è storicamente bocciata. Si può essere lavoratrici della casa o lavoratrici del mercato ed essere evolute, come nell’un caso e nell’altro si può non esserlo. Ma veniamo all’oggi. Dalle origini, possiamo dire di aver fatto tanta strada. Siamo riconosciute dalle Nazioni Unite come ONG - Organizzazione Non Governativa con status consultivo al Consiglio economico e sociale delle N. U. (10 settembre 1998). Siamo ONLUS – Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (18 settembre 1998). L’11 agosto 2004 il Ministero del Lavoro ci ha riconosciuto “Associazione di Promozione Sociale” (n. 87 del registro nazionale). Siamo presenti in Commissioni e Comitati ministeriali e nei Comitati amministratori Fondi INPS e INAIL previsti dalle leggi specifiche quali momenti istituzionali delle proposte a favore delle persone che svolgono lavoro familiare non retribuito derivante da responsabilità familiari, nell’ “Osservatorio Nazionale Epidemiologico sugli Ambienti di Vita” dell’ISPESL (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro) istituito grazie alla nostra iniziativa. Vedi Nostra presenza negli organismi istituzionali. Siamo state presenti nel Direttivo nazionale del Forum delle Associazioni Familiari (dal 2002 al 2008) e comunque nell’assemblea che raggruppa oltre cinquanta associazioni impegnate a favore della famiglia in tutti i campi. Siamo presenti nelle grandi organizzazioni internazionali consorelle: nell’UNICA (Unione Intercontinentale Casalinghe) costituita a Bologna nel 1994, di cui sono presidente fondatrice e tutt’ora, dopo sei anni di guida, non più eleggibile statutariamente allo stesso ruolo, sono stata eletta vice presidente e di cui è vice presidente la nostra vice presidente nazionale Camilla Occhionorelli; nella FEFAF (Fédération Européenne des Femmes Actives au Foyer), che è la Federazione europea delle casalinghe, di cui sono cofondatrice nel 1983, già vice presidente in passato e rieletta vice presidente nell’assemblea di Budapest il 22 ottobre 2007. Vedi Collegamenti federativi nazionali e internazionali. Per le casalinghe – ma per quanti vivono la stessa condizione – ci battiamo affinchè vengano riconosciuti i diritti fondamentali. Abbiamo ottenuto, grazie al nostro impegno, riconoscimenti di principio, in primis la pronuncia della Corte Costituzionale in cui si afferma che il lavoro familiare è riconosciuto come vero lavoro e come tale deve essere garantito come l’art. 35 della Costituzione prevede per il lavoro in tutte le sue forme (gennaio 1995); riconoscimenti non traducibili in moneta al momento, ma importanti per una nuova considerazione del lavoro familiare e per affrontare sotto nuovi punti di vista i problemi relativi. Era una porta che si apriva, e basandosi su questi principi, alcune leggi, da noi tenacemente chieste, sono state promulgate; potevano essere migliori, ora ci stiamo adoperando, infatti, per ottenere significative, sostanziali modifiche ai testi normativi per la pensione e per la prevenzione e copertura in caso di infortunio domestico. Vedi Le normative recenti in Documenti. Ma non abbiamo solo chiesto. Nel nostro Statuto (vedi in Documenti) c’è molto di più che una rivendicazione settoriale. Il MOICA ha aperto all’impegno sociale, ha chiesto alle associate di “uscire” e di impegnarsi in tutti i campi . E le nostre associate hanno risposto con entusiasmo e con successo. Le tappe salienti del nostro cammino sono sintetizzate in Il nostro cammino. Le assemblee nazionali che hanno scandito annualmente la nostra attività, i convegni internazionali, e le più significative manifestazioni a livello dei gruppi locali, scelte tra una miriade di iniziative che hanno ovunque portato il MOICA all’attenzione delle istituzioni e della cittadinanza, documentano una imponente mole di lavoro e la vivacità del movimento tutto. Il nostro costante impegno è per migliori e più soddisfacenti traguardi. Scrivete o mettetevi in contatto con noi, telefonicamente, anche attraverso le nostre responsabili regionali. (Vedi L’organizzazione associativa). L’unione fa la forza. TINA LEONZI, presidente nazionale
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