PER LA VALORIZZAZIONE DEL LAVORO FAMILIARE

Si va registrando in questi anni una compenetrazione sempre più stretta fra “tempi di vita” e “tempi di lavoro”, qualunque sia la collocazione in cui una donna vive. Mentre la donna lavoratrice extra domestica rivendica il diritto a vivere, contemporaneamente all'esperienza lavorativa esterna, la propria vita di donna, di moglie, di madre, di cittadina, la donna casalinga (meglio sarebbe definirla-lavoratrice familiare-) chiede con forza che il lavoro svolto nella casa venga riconosciuto come lavoro professionale e, di conseguenza, goda dei diritti fondamentali di cui ogni lavoratore fruisce. Il concetto è piuttosto rivoluzionario. Infatti, volere che venga riconosciuto il lavoro familiare come vero lavoro (anche se non svolto nei luoghi classici: la fabbrica, l'ufficio, la scuola, l'ospedale, ma la casa) è progetto ambizioso che sovverte convinzioni, mentalità e costumi radicati, secondo i quali l'attività  familiare sarebbe-naturale-è connaturata al fatto di essere donna. 

Di seguito potete scaricare il testo intero per approfondire l'argomento.

Il libro bianco sul lavoro familiare- scaricabile