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INDICE

I trent'anni del MOICA

Le associate scrivono:

Da Milano Camilla Occhionorelli
Pistoia - Da 22 anni col MOICA 
Elisa Cingolani - Trenta insieme nelle Marche  
Da Grosseto
Da Firenze
Da Bologna
Da S. Benedetto del Tronto (Ascoli)
Da Villatora (Padova)
Da Cremona
Da Civitanova Marche
Gabriella Paoletti - MOICA Marche

 

 I trent'anni del MOICA

 Trenta anni d’intensa attività e di battaglie per i diritti delle casalinghe, per il riconoscimento del lavoro all’interno della famiglia come scelta di vita o, comunque, condizione vissuta all’insegna della solidarietà quotidiana, fonte di progresso sociale e di indubbio valore anche economico.

  • Il MO.I.CA. è un’associazione senza scopo di lucro che opera da 30 anni per “dare voce” alle richieste delle donne che lavorano in famiglia a tempo pieno (secondo la definizione acquisita recentemente in sede legislativa “che svolgono lavoro di cura non retribuito derivante da responsabilità familiari”).

  • Si impegna inoltre per la “conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro” per le donne che svolgono lavoro esterno retribuito, pur sempre casalinghe anche se non a tempo pieno. il MOICA accomuna infatti associate sia “casalinghe” sia donne impegnate professionalmente con successo; ed è aperto anche agli uomini.

Non è stato facile alle origini – stilato uno Statuto – trovare la metodologia di lavoro, verificare gli obiettivi, scoprire ambiti di presenza, di servizio, di testimonianza, formule di agire politico. Abbiamo dovuto coordinare in uno tradizione e novità, fantasia e inventiva, la creatività del nostro essere e divenire con tutte le difficoltà dei percorsi, l’esigenza di procedere con speditezza alla complessità dei problemi e delle possibili soluzioni.
   Il problema all’inizio – o meglio nei nostri primi anni – fu quello di mediare tra spinte ideali e operatività concreta, fu quello di saper cogliere denunce e aspettative anche inespresse, frustrazioni e amarezze profonde delle donne casalinghe mortificate da una cultura che sosteneva categoricamente l’evoluzione della condizione femminile possibile soltanto attraverso il lavoro extradomestico.
   La nostra esperienza associativa, l’accoglienza che essa ha avuto in ogni parte del nostro Paese – Nord, Centro e Sud in misura equilibrata, rappresentati dai nostri oltre 100 gruppi attuali e i nostri 17 Comitati regionali – ci consentono di sostenere il contrario. L’intesa e il sentire comune al di là delle collocazioni territoriali, gli scopi che ci hanno unite – quell’11 novembre 1982 – la capacità organizzativa, propositiva del lavoro di tutti i gruppi uniti al Centro nazionale da programmi di lavoro definiti ma che vengono da ciascuno interpretati, rielaborati, attuati pur nel rispetto fondamentale delle scelte assembleari, ci consentono di dichiarare che l’indicazione categorica del “lavoro esterno” come unico mezzo di emancipazione o di liberazione, è storicamente bocciata. Si può essere lavoratrici della casa o lavoratrici del mercato ed essere evolute, come nell’un caso e nell’altro si può non esserlo.
   Ma veniamo all’oggi. Dalle origini, possiamo dire di aver fatto tanta strada.
Siamo riconosciute dalle Nazioni Unite come ONG - Organizzazione Non Governativa con status consultivo al Consiglio economico e sociale delle N. U. (10 settembre 1998). Siamo ONLUS – Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (18 settembre 1998). L’11 agosto 2004 il Ministero del Lavoro ci ha riconosciuto APS - Associazione di Promozione Sociale (n. 87 del registro nazionale).
Siamo presenti in Commissioni e Comitati ministeriali e nei Comitati amministratori Fondi INPS e INAIL previsti dalle leggi specifiche quali momenti istituzionali delle proposte a favore delle persone che svolgono lavoro familiare non retribuito derivante da responsabilità familiari, nell’ “Osservatorio Nazionale Epidemiologico sugli Ambienti di Vita” dell’ISPESL (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro) istituito grazie alla nostra iniziativa. Vedi in ORGANIZZAZIONE Nostra presenza negli organismi istituzionali.
 
Siamo nel Forum delle Associazioni Familiari che raggruppa oltre cinquanta associazioni impegnate a favore della famiglia in tutti i campi.
  
Siamo presenti nelle grandi organizzazioni internazionali consorelle: UNICA (Unione Intercontinentale Casalinghe) costituita a Bologna nel 1994 su iniziativa del MOICA, di cui sono stata sei anni presidente, in seguito, non più eleggibile statutariamente allo stesso ruolo, sono stata vice presidente, e attualmente segretaria generale; FEFAF (Fédération Européenne des Femmes Actives en Famille), la Federazione europea delle casalinghe, di cui sono cofondatrice nel 1983 e vice presidente in passato per vari anni. Vedi in ORGANIZZAZIONE Collegamenti federativi nazionali e internazionali.

Per le casalinghe – ma per quanti vivono la stessa condizione – ci battiamo affinchè vengano riconosciuti i diritti fondamentali. Abbiamo ottenuto, grazie al nostro impegno, riconoscimenti di principio, in primis la pronuncia della Corte Costituzionale in cui si afferma che il lavoro familiare è riconosciuto come vero lavoro e come tale deve essere garantito come l’art. 35 della Costituzione prevede per il lavoro in tutte le sue forme (gennaio 1995); riconoscimenti non traducibili in moneta al momento, ma importanti per una nuova considerazione del lavoro familiare e per affrontare sotto nuovi punti di vista i problemi relativi. Era una porta che si apriva, e basandosi su questi principi, alcune leggi, da noi tenacemente chieste, sono state promulgate; potevano essere migliori, ora ci stiamo adoperando, infatti, per ottenere significative, sostanziali modifiche ai testi normativi per la pensione e per la prevenzione e copertura in caso di infortunio domestico.
  
Ma non abbiamo solo chiesto. Nel nostro Statuto c’è molto di più che una rivendicazione settoriale. Il MOICA ha aperto all’impegno sociale, ha chiesto alle associate di “uscire” e di impegnarsi in tutti i campi . E le nostre associate hanno risposto con entusiasmo e con successo. Le tappe salienti del nostro cammino sono sintetizzate in Appunti di “storia” del MOICA. Le assemblee nazionali che hanno scandito annualmente la nostra attività, i convegni internazionali, e le più significative manifestazioni a livello dei gruppi locali, scelte tra una miriade di iniziative che hanno ovunque portato il MOICA all’attenzione delle istituzioni e della cittadinanza, documentano una imponente mole di lavoro e la vivacità del movimento tutto.
   
Il nostro costante impegno è per migliori e più soddisfacenti traguardi.
  
Scrivete o mettetevi in contatto con noi, telefonicamente, anche attraverso le nostre responsabili regionali. (Vedi in ORGANIZZAZIONE). L’unione fa la forza.

TINA LEONZI, presidente nazionale

 

 

DA MILANO
IL MOVIMENTO ITALIANO CASALINGHE MOICA COMPIE TRENTA ANNI

 Ho conosciuto il MOICA per caso, nel lontano 1983, in un Convegno che si teneva al Circolo della Stampa di Milano; il titolo mi aveva incuriosito: “Il ruolo delle donne casalinghe nella società attuale“. Ero allora una giovane mamma con tre bambini ed avevo lasciato il lavoro momentaneamente per potermi dedicare alla cura ed alla educazione dei miei figli. La relazione di Tina Leonzi che parlava del lavoro familiare e dell’impegno di dare voce e dignità alle donne che con impegno e responsabilità svolgevano tale compito mi aveva “folgorato”. Avevo infatti sperimentato sulla mia pelle quanto fosse duro occuparsi della famiglia e dei figli: un impegno totalizzante che non concedeva pause, nel caso mio neppure di notte, visto che l’ultimo dei miei figli strillava ininterrottamente.

Le idee portate avanti da Tina mi parevano allora a dir poco rivoluzionarie, in quanto negli accesi dibattiti sulla condizione femminile questo segmento non era neppure considerato: si parlava solo ed esclusivamente delle donne lavoratrici fuori di casa, quasi che le casalinghe fossero donne invisibili!

Una lacuna grave che Tina Leonzi con intuito e capacità ha cercato di colmare creando il MOICA e mettendo le basi a quello che è poi diventato una delle più importanti ed attive Associazioni in Italia e nel Mondo.

Mi buttai a capofitto in questa Associazione, dapprima come semplice socia e poi da Responsabile, prima di Milano e poi a livello nazionale.

Di questa associazione ho subito amato tutto: le socie, i temi trattati, i dibattiti, il clima di amicizia che ha animato ed anima socie e Responsabili ai diversi livelli, ma – soprattutto – l’impegno per garantire a questa categoria di donne “lavoratrici in casa “ alcuni fondamentali diritti: la tutela antinfortunistica per incidenti domestici ed il riconoscimento del valore sociale del lavoro di casa.

La famiglia è un’azienda complessa e la donna cosiddetta “casalinga” è la Manager, l’Amministratore Delegato di questa Azienda .

Tanti ricordi affollano la mia mente, ma soprattutto i momenti assembleari, veri e propri avvenimenti nella vita del Movimento; ogni anno in una Città diversa: Firenze, Napoli, Taormina, Torino Treviso, Grosseto, Milano, Brescia, Matera, Taranto e tante altre ancora; li ricordo tutti con la felicità e la certezza di aver partecipato ad eventi di straordinaria intensità: socie provenienti da tutt’Italia con la voglia di partecipare e di parlare delle proprie esperienze, di far conoscere la propria città, le tradizioni più autentiche, la buona e semplice tavola.

Sono nata e cresciuta in Italia, ma ho imparato a conoscere il mio grande Paese proprio nelle Assemblee del MOICA, attraverso la viva voce delle protagoniste locali che nelle diverse città mi hanno fatto toccare con mano quanto sia bella e attraente questa nostra Italia..

Inoltre il MOICA mi ha portato anche oltre confine, nei Congressi Internazionali: Parigi, Barcellona, Varsavia, Londra; e anche in altri Continenti: Argentina, Brasile, Stati Uniti, Santo Domingo. Ho conosciuto così luoghi e donne che mai avrei pensato di poter conoscere.

E ancora, la prima volta, in Cina, a Pechino, alla Conferenza Mondiale delle Donne con Tina Leonzi ed un po’ di paura per la grande lontananza; l’avventura di vedere dal vivo la Grande Muraglia cinese: una realtà più grande delle immagini di repertorio.

Ma ricordo anche la calma imperturbabile di Tina Leonzi che, ad ogni impresa, vicina o lontana, ha sempre sfoderato il suo coraggio ed equilibrio.

Questa donna è veramente una Roccia, sempre sorridente, mai sopra le righe, sempre pronta al momento opportuno ad affermare le proprie idee.

La grandezza di questo Movimento che è cresciuto moltissimo in questi anni è nota a tutti, non sto parlando solo di numero di socie, ma della qualità delle donne impegnate nei diversi livelli, delle belle iniziative realizzate e degli ormai tanti riconoscimenti.

Scorrendo "Penelope", la pubblicazione annuale del MOICA, questa ricchezza salta subito agli occhi; questo giornale è la nostra bandiera, il biglietto da visita che consente a tutti di capire cos’è veramente il MOICA.

Ma voglio tornare alla mia storia che è iniziata nel 1983: moltissime sono le attività che ho realizzato col Gruppo di Milano tanto che ci vorrebbe un libro per elencarle tutte. Per questo mi limito ad indicare quella che , con orgoglio, ritengo una mia “creatura” : la gestione del bilancio famigliare.

Ho lanciato questo momento formativo, con la realizzazione di un corso per le giovani coppie, al fine di consentire la pianificazione ottimale delle spese, la gestione oculata delle risorse, la propensione al risparmio, ma anche l’utilizzo corretto delle carte di credito, strumenti utili ma pericolosi se non usati nel modo corretto. Eravamo all’inizio del secondo millennio, da allora la gestione del bilancio famigliare è diventato un "must" in tema di economia familiare e io rivendico a me stessa e al Movimento di averlo pensato e lanciato.

Termino con un sogno che ho chiuso nel cassetto del mio cuore: quello di creare un corso di laurea in economia domestico-familiare per offrire alle famiglie consulenti preparati nei servizi di check–up economico-finmanziario, nonché piani di organizzazione familiare che comprendano i lavori domestici tout court, ma anche tutte le attività relative alla educazione e alla cura delle persone che compongono il nucleo familiare. Molte donne lavoratrici in casa e fuori casa, faticano a organizzare le attività familiari: le lavoratrici fuori casa per mancanza di politiche di conciliazione, le cosiddette casalinghe per il non addestramento all’organizzazione del complesso lavoro che la casa richiede.

Una corretta pianificazione consentirebbe di utilizzare al meglio il tempo disponibile, di avere più tempo per se stesse, di fare acquisti secondo il miglior rapporto qualità/prezzo, di predisporre pasti appetitosi ed economici, nella consapevolezza che il pranzo è un punto cardine della vita della famiglia.

Al riguardo molte socie MOICA potrebbero essere ottime docenti.

Concludo - anche se la mia penna continuerebbe a scrivere, ma lo spazio deve essere contenuto. Desidero solo dire grazie di cuore al MOICA, a tutte le donne che ho conosciuto e a Tina Leonzi, che da sempre è la nostra "lanterna magica".

CAMILLA OCCHIONORELLI - Vice Presidente Nazionale

 

DA 22 ANNI CON IL MOVIMENTO ITALIANO CASALINGHE DI PISTOIA

 Malgrado una intensa attività come docente di scuola media e un impegno politico nella Democrazia Cristiana e nelle amministrazioni comunali e provinciali pistoiesi, quando mi è stato chiesto di fondare il MOICA nella mia città ho avvertito quasi una diminuzione del ruolo fino ad allora svolto.

Dapprima dubbiosa, poi quasi per ischerzo ho provato a verificare, tramite una trasmissione televisiva locale, se ci fossero delle casalinghe che ne sentissero il bisogno, così da riunirle e poi lasciare loro il compito di proseguire. La risposta è stata entusiastica ... ed eccomi qui ancora nel MOICA, anzi alla sua guida da oltre 22 anni, con centinaia di iscritte e iscritti.

C'è tanto da lavorare e il nostro è un vero e proprio tour de force di iniziative ed eventi.

Ma vado con ordine. A partire da subito molte casalinghe si sono sentite felici di far parte dell'associazione, proponendo di far leva sulle loro capacità di ricamatrici, organizzando corsi e percorsi di vero e proprio lavoro in cui ognuna potesse esprimere il meglio delle sue conoscenze e capacità e lo potesse comunicare non solo alle socie ma anche alle altre donne. Così ho scoperto che il ricamo è una vera e propria vocazione delle donne pistoiesi. E da qui sono nate scuole di ricamo con finanziamenti europei e regionali, guidate dalle stesse socie ricamatrici. E ad ogni corso arricchivamo la città con i nostri doni di vere e proprie opere d'arte, quali il “Palietto di S. Iacopo” per la cattedrale, i “Gonfaloni” per il Comune e la Provincia.

Nel nostro libro corale del 2005 “Il paradiso ai piedi delle madri” c'è, tra l'altro, la definizione più bella del nostro Movimento, che è per noi emblematica:

“... MOICA, una sigla in una miriade di altre, ma per le interessate uno scoprirsi, un riconoscersi, già dal primo incontro, persone dello stesso pianeta casalinghe, non più aliene in una società convulsa e ben poco interessata a loro ... MOICA: un patrimonio ricco di vita vissuta, condiviso fra donne che importanti non si sentivano, alle quali nessuno, forse nella stessa famiglia, aveva mai detto quanto importanti fossero davvero ... MOICA: donne ritornate amiche con se stesse e con gli altri, pacificate con una realtà esterna indifferente, anche ostile, perchè diventate consapevoli del valore di una tipologia di vita, meritevoli di rivendicare un posto in prima fila sullo scenario di un mondo futuro che, forse, solo alle donne affida una speranza”.

Procediamo ad arrivare fino al 2004, cioè all'apertura di un vero e proprio “Museo del Ricamo” affidato alla nostra direzione, con i contributi del Comune, della Provincia, della Diocesi, della Soprintendenza Regionale, della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e altri e con la risposta disinteressata e continua di tanti privati, non solo pistoiesi, che generosamente hanno donato o prestato, e continuano a farlo, capi ricamati di eccezionale bellezza. Ciò ci permette di utilizzare le splendide vetrine con l'esposizione di sempre nuovi manufatti che richiamano al nostro Museo non solo il pubblico “abitudinario” dei musei, ma anche nuovo pubblico richiamato dalle novità esposte.

Il nostro successo deriva dal fatto di lavorare sempre d'amore e d'accordo, costantemente impegnate in corsi di formazione per volontari che ci hanno legato a tante altre associazioni di volontariato della città, perchè i nostri corsi insegnano i “piccoli grandi saperi della vita quotidiana” e, ad esempio, come vivere meglio in casa, in famiglia e nel campo dell'arte.

Nel 2009, per festeggiare i venti anni del MOICA di Pistoia, abbiamo pubblicato un secondo libro corale “Invisibili”, sul tema ricorrente non solo per noi, ma anche per il MOICA nazionale, di “Rendere visibile il lavoro invisibile” di cura di tutti i giorni, così essenziale per il benessere familiare e, di conseguenza, sociale.

Insieme abbiamo combattuto la solitudine e l'isolamento che sono un peso insostenibile se da sole. Insieme, invece, ci ripetiamo che ogni giorno è un nuovo giorno che va vissuto pienamente e, più che si può, con gioia.

Ed è così che il MOICA di Pistoia procede felicemente nel suo cammino in perfetto accordo con quello delle altre città e, in particolare, con la presidente nazionale Tina Leonzi che lo guida da 30 anni, ed io ne sono orgogliosa.

ANNA MARIA MICHELON PALCHETTI

Pistoia, 27 aprile 2012

 

 

 

1982 – 2012 - 30 INSIEME NELLE MARCHE

 Un ringraziamento sincero lo voglio rivolgere a tutte quelle persone che in questi anni mi hanno affiancata, supportata e si sono impegnate, volontariamente per la crescita del MOICA nelle Marche.

Un pensiero va coloro che ci hanno lasciato: a Franca Piccinini, prima mia sostenitrice e poi del MOICA che ha immortalato e reso indimenticabili tutte le attività del MOICA; a Maria Pellei di Ascoli che, andandosene per sempre ha lasciato il timone a Giuseppina; a Gianni di Osimo che ha coinvolto la moglie Anna Maria e Rolando, marito di Gabriella attente responsabili; a Peppe, marito di Iosetta e a tutte quelle che per diversi motivi hanno dovuto a malincuore lasciare il loro impegno sociale svolto a favore della donna e della famiglia con il MOICA. Ed è anche grazie a loro se il MOICA è divenuta realtà concreta e stimata nel a livello regionale e stimata dalle Istituzioni con cui collabora quotidianamente. Mi scuso se per l’emozione dimentico qualcuno, ma posso assicurare che porto tutti nel cuore.

Una storia lunga 30 anni difficile da sintetizzare: ogni anno è uno spicchio di vita importante, e quelli del MOICA nelle Marche, quasi coincidono con la sua nascita a livello nazionale e si sovrappongono anche al mio impegno personale nel sociale e nel volontariato concretizzato nel MOICA.

Inizialmente ho avuto un’esperienza deludente in un’altra associazione, ma grazie al mio carattere, ho dato seguito ai nuovi incontri e questo mi ha dato impulso e la voglia di continuare in questo ambito soprattutto dopo aver conosciuto Tina Leonzi. Era estate, Tina era in vacanza sul Lago di Garda, tramite conoscenze sono riuscita ad avere il suo numero di telefono (non esistevano i cellulari), l’ho chiamata, sono partita da Recanati con una mia responsabile ed è stato… un coup de foudre.

La crescita del MOICA nelle Marche e la mia dedizione nei suoi confronti, camminano con uguale passo. Ed eccomi qui, oggi in veste di vice Presidente nazionale di un Movimento che nelle Marche è impegnato da sempre a favore della donna e della famiglia, capace di promuovere una nuova coscienza ma anche una diversa cultura rispetto al ruolo della casalinga, è una realtà concreta, vitale e dinamica.

Negli anni ’80 nelle Marche, come in altre regioni italiane, esistevano due associazioni principali legate politicamente ai maggiori partiti di allora e le donne che partecipavano attivamente al loro interno erano anche donne impegnate politicamente. Le altre stavano un po’ alla finestra, timorose e anche diffidenti, soprattutto impreparate a uscire, ad impegnarsi in prima persona in ruoli e spazi che erano nella stragrande maggioranza tipicamente maschili.

Quando il MOICA si è affacciato su questa scena, non è stato difficile trovare uno spazio adeguato per mettere le proprie radici, trovare consensi e adesioni, come se fino allora si fosse aspettata una realtà quasi necessaria.

Le donne, abbandonati gli slogans e le esasperazioni degli anni ’70, hanno imboccato strade più meditate e più efficaci ed è così che nasce all’inizio degli anni ’80 il MOICA nella nostra regione dove i vincoli familiari e le tradizioni hanno avuto un peso particolare. Nel mio cammino per diffondere la voce del MOICA, non ho incontrato grandi ostacoli, l’unico forse è stato quell’innato senso di diffidenza e di individualismo, unito al timore per le novità da parte delle donne che quando però ha scoperto e conosciuto il messaggio hanno aderito con entusiasmo e partecipazione.

Come Presidente regionale ho vissuto in prima persona queste difficoltà, ma ormai, insieme alle meravigliose responsabili, abbiamo superato questa impasse e si è instaurato un legame di “pari opportunità” tra le donne stesse favorendo azioni positive (corsi di formazione, attività lavorative e ricreative) che si sono rivelate imperdibili occasioni di incontro tra l’eterogeneo universo femminile e la società.

Mi sembra importante, in questi nostri primi trent’anni, pensare all’inizio. Devo confessare che io stessa guardo con incredulità al Movimento di oggi, così forte di numero e di idee, ricco di vitalità e di iniziative, diffuso e soprattutto così credibile.

Mi sembra giusto ringraziare le prime socie e le prime responsabili che con il loro entusiasmo mi sono state vicine da sempre, anche quando essere associate significava solo credere in un’idea.

Ora la nostra “socia” è circondata da attenzioni (la tessera MOICA dà diritto a vari vantaggi economici e sconti) ma alla base di tutto c’è la voglia di stare insieme.

Insieme anche sul confronto con le Istituzioni: siamo presenti nella Commissione Pari Opportunità Regione Marche (Elisa Cingolani), in quelle Provinciali di Ascoli Piceno (Giuseppina Airini), Macerata (Tiziana Frenquelli); nella Consulta Regionale della Famiglia (Elisa Cingolani e Maria Grazia Verdenelli); al Comune di Macerata nelle Libere Forme Associative (Antonetta Penna e Rosalba Cipolletta); al Comune di Civitanova Marche nella Consulta del Volontariato (Mirta Consiglio); al Comune di Recanati nel Forum della Solidarietà (Elisa Cingolani); nel Forum Regionale delle Associazioni Familiari (Elisa Cingolani), Provinciali di Ancona (Iosetta Belli) di Macerata (Antonietta Pantanetti); al Comune di Ancona nel Forum delle Donne (Antonietta Masturzo); al Comune di Osimo nella Consulta del Volontariato (Annamaria Lucesoli); al Comune di Senigallia nella Consulta del Volontariato (Bruna Pierpaoli) e in tanti altri Organismi e Commissioni.

Quindi, non solo il riconoscimento del lavoro svolto in casa, ma siamo riuscite ad attirare l’attenzione sul problema della “casalinghità” che coinvolge tutte le donne (nelle Marche le casalinghe a tempo pieno sono ben trecentocinquantamila e aumenteranno a causa della crisi). Fiore all’occhiello del MOICA Marche rimane la legge regionale a favore della famiglia (1992), unica in Italia che riconosce, con un assegno, il lavoro di cura rivolto ad anziani non autosufficienti, la maternità della casalinga o disoccupata e riconosce il valore svolto in casa con una copertura assicurativa contro gli infortuni domestici a carico della Regione. Questo riconoscimento è avvenuto ancor prima delle importanti e illuminanti sentenze della Corte Costituzionale e della Cassazione.

Tante, inoltre, le attività del MOICA Marche: corsi di prevenzione per la salute, l’ambiente, l’alimentazione, i bambini, la violenza, tutto ciò sviluppato anche attraverso alcune pubblicazioni sullo spreco idrico, sulle favole per bambini, sulla pace, sul ruolo positivo degli anziani nella società, sul bilancio familiare, ecc.

Recanati ospita da sempre la sede regionale del MOICA e la Banca del Tempo, importante servizio, espressione compiuta di modernizzazione e solidarietà che ha massimo rispetto della figura umana.

Una Banca che si occupa di Laboratori estivi per bambini, dell’assistenza durante il trasporto scolastico, del sostegno linguistico nelle scuole a servizio di immigrati, degli anziani che, attraverso il T.A. (Telefono Amico), tiene compagnia alle persone sole e le aiuta nella spesa e per alcune commissioni. Una socialità e solidarietà che si esprime anche con i pomeriggi dedicati agli ospiti della struttura Ircer e RSA.

Iniziative, manifestazioni, progetti, risultati che sono stati conquistati in un periodo storico lungo quasi trent’anni, destinato a non esaurirsi ma a rinnovarsi al fianco di tutte quelle Istituzioni che del MOICA condividono gli obiettivi. Un’Associazione che nell’ambito regionale ha dieci sedi e quindici gruppi e che può contare su ventidue Responsabili, una Presidente, Elisa Cingolani, (sempre riconfermata fin da quando è nato il MOICA). Tra i riconoscimenti che ho ottenuto negli anni posso citare: il “Premio Donna 2001” del Comune di Montecassiano e del C.I.F; l’inserimento tra le 100 donne “regine” delle Marche; il riconoscimento del Comune di Recanati per l’apertura dello sportello Banca del Tempo e per aver portato il Comune ad essere   punto di riferimento per la  nuova rete di solidarietà e socialità ; il riconoscimento della Città di Ostra per aver fatto conoscere la poesia “povera” e la “creatività manuale nascosta della donna” nel marzo 2007; il “Premio Città di Recanati” della Provincia di Macerata per aver reso Recanati “città amica delle donne” ; il “Premio Provincia di Macerata”, nel settembre 2009, per aver contribuito a realizzare politiche di pari opportunità e di uguaglianza e il riconoscimento Unicef nel dicembre 2011; l’attestato “Telefono Azzurro”, per la sensibilità dimostrata a favore dei bambini, il  20 novembre 2010 Giornata mondiale dei diritti dei bambini e adolescenti; nel 2011 il riconoscimento del Comune di Loreto in occasione delle celebrazioni dell’Unità d’Italia, per aver festeggiato per primi con lo spettacolo teatrale sulla vita di Salvatore Morelli di Emilia Sarogni. E’ difficile nominare tutte le iniziative del MOICA Marche, ci provo con alcune: la Campagna regionale sulla sicurezza e prevenzione degli infortuni domestici e a scuola; il corso di formazione per affrontare le problematiche familiari; il corso, ad Ancona, “Nelle Istituzioni con ottica di genere” finanziato dal Ministero del Lavoro Comitato Nazionale Pari Opportunità; la mostra itinerante “Creatività al femminile”; recital di poesie dialettali e in lingua per dare voce alle poesie povere; giornate per il marzo donna (mese in cui viene eletta anche Lady MOICA Marche); attività nelle sedi per dar spazio ad esperti nei vari settori, incontrarsi e impegnarsi in azioni di volontariato, per informare sui consumi e sul lavoro invisibile (giornata che si ricorda il primo martedì del mese di aprile) e per attivare corsi di ceramica, pittura, creazioni di gioielli, dizione, prevenzione e sicurezza in casa, taglio e cucito, decoupage; presentazione di libri; concorsi nazionali di cucina e convegni regionali e collaborazione con le scuole dalle quali provengono molte studentesse che scelgono il MOICA per il loro percorso formativo. Ultimo, in ordine di tempo, è il corso formativo “Scuola per genitori” patrocinato dalla Regione Marche-Assessorato alla Famiglia, frequentato da sessanta genitori che si è svolto a Montefano con la presenza di docenti esperti nel settore.

Un grazie speciale va alla Presidente nazionale Tina Leonzi per avermi voluta al suo fianco in importanti incontri, come, per ben due volte al Quirinale il 1° maggio quando siamo state ricevute dal Presidente Napolitano; dal Ministro Fornero; all’ONU; in Argentina, in Spagna, a Bratislava, ecc.

Ma il MOICA è soprattutto interesse verso i problemi legati alla qualità della vita e alla società e si attiva portando avanti attività aperte a chi è attento ai cambiamenti sociali, in particolare a quelli che riguardano la donna e la famiglia.

L'obiettivo del MOICA è anche quello di creare i presupposti per una qualificazione più moderna del lavoro svolto in casa, principalmente per ottenere un “nuovo status” della donna casalinga a vantaggio della famiglia e della società.

In questo compleanno ci sentiamo tutte cariche di energia gioiosa e pronte a muoverci in tutte le direzioni cercando nuovi stimoli e orizzonti.

Quello che più conta e ci soddisfa è l'essere riuscite a portare alla ribalta, la figura della casalinga, da sempre dimenticata nello specifico femminile: il MOICA è più che mai convinto che la valorizzazione piena della famiglia passi attraverso questo ruolo non più confinato nella stereotipa figura dell'angelo del focolare, ma inquadrato nella giusta dimensione di elemento insostituibile e portante del moderno vivere civile.

Da ricordare, inoltre, la proficua attività editoriale che ha portato alla pubblicazione di numerosi libri socio-educativi:

dal 1992 al 1997 "MOICA Marche News" (importante strumento di informazione); 1999, “Guida ad una vita sicura in casa”; 2000, “Guida ad una vita sicura a scuola” (atti del convegno interregionale “La sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro”); 2001, “Le bambine e i bambini vengono dalle stelle”, Ssenza noia”; 2002, “C’è nonno”; 2002, “Recanati mon amour” (libro fotografico); 2003, “Angeli nella bufera: i bambini di ieri e di oggi di fronte alla guerra”; 2004, “Acqua, una sfida in famiglia”; 2005, “La gestione del bilancio familiare” con schede di rilevazione per un utilizzo pratico delle risorse; 2007, “Nelle istituzioni con ottica di genere” (atti del percorso formativo finanziato dal Ministero del Lavoro Comitato Pari Opportunità e Patrocinato dalla Regione Marche); 2008, “Guida pratica alla sicurezza in casa per donne, anziani e bambini”; 2009, “Tata in casa” consigli di prevenzione degli incidenti domestici per bambini da 0 a 5 anni; “Indicazioni per la corretta alimentazione e la sicurezza alimentare in ambito domestico”; 2010, “Casa scura” guida pratica alla sicurezza in casa per donne, anziani e bambini.

Il MOICA ha così affrontato argomenti e problemi con tempestività e spesso in anticipo sui tempi sviluppando progetti e iniziative come:

- Meeting Nazionale sull’Alimentazione: “Un’informazione corretta per una scelta sicura”, Loreto 1992;

- “C’era una volta la famiglia”, 1994 - mostra fotografica itinerante composta da foto-reperti dal 1880 fine anni ’50;

- “La qualità della vita nasce da una corretta relazione tra vita umana e ambiente. La casalinga: principale artefice della raccolta differenziata”, Loreto 1995;

- “Dal prodotto, al consumo, al rifiuto”, Falconara 1996;

- nel 1996, “L’importanza della casalinga nel contesto sociale e familiare”a Monte San Giusto; “Cura e prevenzione alla salute” a Recanati e la “Pedalata ecologica pro Croce Rossa” a San Benedetto del Tronto;

- nel 1998, “Famiglia di diritto o di fatto?” a Treia e “Quando il tempo è un boomerang” a San Benedetto del Tronto;

- “Ripensare alla nostra appartenenza”, Senigallia 1999;

- nel 2000, “La famiglia nel terzo millennio: quale futuro?”, a Civitanova Marche e “L’euro e le donne” a Recanati;

- “Proteggiamoci dai pericoli domestici” percorso di due anni in molti Comuni patrocinato dalla Regione;

- nel 2002 “Emarginazione femminile e strumenti contro la povertà” e “Il ruolo della Donna nella Famiglia nel terzo Millennio” ad Ancona, “Counseling: relazione e rapporto umano” a Civitanova Marche; apertura sportello “Infortunia” presso la CPO Regione Marche;

- “La gestione del bilancio familiare”, Osimo 2005;

- nel 2007, “La donna mediatrice nella famiglia e nella società” a San Benedetto del Tronto e “Nelle istituzioni con ottica di genere” ad Ancona;

- “Il Lavoro economico del lavoro invisibile”, Montelupone 2008;

- nel 2009, “Quando l’emigrazione è donna. Dalle Marche all’Argentina” a San Benedetto del Tronto, “Una lettura corretta delle etichette” ad Ancona e “Indicazioni per un corretta alimentazione e sicurezza alimentare in ambito domestico” a Recanati;

- Corso per “assistenti familiari”, Recanati 2010;

- nel 2011, Celebrazione dei 150 Anni dell’Unità d’Italia con lo spettacolo teatrale “Una tragedia Italiana: la vita di Salvatore – Morelli” a Loreto, “Festa Regionale della Famiglia” ad Ascoli Piceno, “Meeting Internazionale tra donne” incontro di donne di nazionalità diverse e scambi culturali a Civitanova Marche, “Il genio femminile. Conciliazione lavoro-famiglia” al Congresso Nazionale Eucaristico di Ancona; Campagna di sensibilizzazione al problema della violenza con il progetto “Le forme della violenza”, una maratona di lettura no-stop su storie di donne colpite dalla violenza organizzata nei Comuni di Recanati, Macerata e Montelupone con il patrocinio Assessorato Pari Opportunità della Regione Marche; “Meeting Internazionale fra donne” a Civitanova Marche; Corso propedeutico al lavoro alberghiero promosso con la CPO Regione Marche all’Istituto Alberghiero di Loreto; In Osimo per la giornata internazionale del lavoro invisibile “Dietro la porta chiusa” convegno, mostra fotografica e proiezione di un cortometraggio .

Da segnalare nell'ambito della Formazione:

- Corsi sulla sicurezza, ambiente, ecologia, alimentazione, ricamo, ceramica, pittura, lingue, computer, hobbistica, cucina, tenuti da associate esperte e coinvolgendo specialisti esterni, spesso col concorso delle istituzioni.

- Mostre di opere artistiche e alto artigianato prodotto dalle associate.

- Concorsi letterari e artistici, pubblicazioni di vario genere, dalle opere dei concorsi a quelle a tema, ottenendo significativi riconoscimenti.

- Convegni, seminari, tavole rotonde, incontri su temi culturali e di attualità.

Per il tempo libero:

- Visite a musei, mostre, città e luoghi di particolare richiamo artistico e religioso; viaggi all’estero in occasioni di convegni, congressi sulla donna e sulla famiglia;

- Organizzazione di spettacoli teatrali, incontri poetici e musicali;

- Partecipazione e promozione di sagre e feste tradizionali, sfilate storiche e di moda con la confezione di costumi e di abiti, organizzazione di feste dedicate alla giornata della donna, della mamma, dei nonni, Carnevale, Epifania, festa della casalinga, elezione di Lady MOICA Marche.

Ecco, questa è la storia del MOICA nelle Marche, avrò dimenticato sicuramente qualcosa o qualcuno, ma trenta anni di attività da ricordare sono veramente tanti!

Ma di una cosa sono certa e cioè che il MOICA per me ha rappresentato, e rappresenta, un’esperienza personale di altissimo valore umano e al contempo un investimento tout court del mio essere donna: slancio, curiosità, entusiasmo, passione, consapevolezza, lavoro, dedizione, disponibilità a capire le donne. Se volgo lo sguardo in retrospettiva e lo allungo lontano sino ad abbracciare un arco di tempo lungo 30 anni, rivedo sì la storia del MOICA, ma anche una parte della mia storia personale che si confonde inevitabilmente con quella dell’Associazione, la storia di una realtà femminile alla quale anch’io, come tutte le altre donne impegnate nel Movimento, ho contribuito a conferirle contorni e contenuti diversi spero migliori, spero all’avanguardia ma anche di una differente prospettiva sociale, che abbia potuto portare la donna a raggiungere una maggiore consapevolezza del proprio valore sociale significativo in ambito familiare ma anche professionale, in casa e fuori.

A livello personale se ne sono susseguiti di fenomeni che hanno contribuito alla mia crescita, arricchimento, fatica, fermezza, caparbietà e disponibilità a capire e comprendere.

Tra me e il MOICA in tutti questi anni c’è stato uno scambievole rapporto di dare e avere e quando, in tutto questo tempo, mi sono stati conferiti premi per il mio impegno costante nel sociale, ho capito che il MOICA è ormai saldamente radicato nella struttura sociale delle Marche e mantenerlo è il mio impegno e delle mie collaboratrici.

Tengo per ultimo un ringraziamento: a mio marito Giuliano per avermi dato la possibilità di misurarmi nel campo del sociale e del volontariato e per essere stato il mio primo sostenitore nonché una delle mie tre passioni insieme a quella per la vita e l’amicizia.

ELISA DI COSTANZO CINGOLANI
Responsabile MOICA Marche  - Vice Presidente Nazionale MOICA

 

DA GROSSETO PER IL XXX DEL MOICA

“Una donna perfetta chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore (…). Si procura lana e lino e li lavora volentieri con le sue mani (…) prepara il cibo per la sua famiglia (…) sorveglia l'andamento della casa (…). Siatele riconoscenti per il frutto delle sue mani (…)”. Queste frasi, tratte dal libro dei proverbi (nella Bibbia) si adattano perfettamente a descrivere la casalinga. D'altra parte, non avendo alcun guadagno, il suo guadagno consiste nel risparmiare e occuparsi al meglio della famiglia che le è affidata.
 
Una casalinga deve avere le doti di un manager, anche se normalmente è considerata donna che non lavora; mentre si dovrebbe semplicemente dire che “non percepisce salario”. Ma in tempi di crisi che può e chi deve mandare avanti il menage familiare anche con un budget ridotto? La casalinga. Avrà infatti più tempo da dedicare all'acquisto oculato di ciò che serve per la famiglia, scegliendo e provando anche prodotti meno reclamizzati, ma altrettanto sani e molto più economici, che saprà rielaborare e rendere ugualmente gustosi, così come potrà rendere accogliente e piacevole la casa con qualche tocco personale, non necessariamente firmato e costoso.
Parlo così perchè voglio ricordare un'Associazione di cui faccio parte e che quest'anno compie 30 anni: il MOICA – Movimento Italiano casalinghe.
Nato per la geniale intuizione di Tina Leonzi di Brescia (che, grazie a Dio, ancora oggi la guida), a Grosseto esiste per merito di un'altra grande donna: Egda Diddi Mazzocchi, per anni la nostra ispiratrice e animatrice, che ricordiamo con tanto affetto.
Tra le tante iniziative che il MOICA di Grosseto ha portato avanti negli anni, certamente degna di nota è la petizione promossa nel 1987 per la riforma della scuola dell'obbligo dove, supportate dalla presidente nazionale Tina Leonzi e da migliaia di firme raccolte, chiedevamo che nella scuola dell'obbligo fossero inseriti programmi di collegamento fra la scuola e il mondo del lavoro, per preparare i giovani al loro ingresso nelle varie attività.
Adesso si chiamano “stage” e vengono effettuati regolarmente. Mi piace rivendicare per il MOICA questa iniziativa accolta dalla IX legislatura e passata alla Commissione competente per materia.
Abbiamo promosso, negli anni, concorsi a premi nelle scuole per conoscere e confrontarci con la sensibilità dei ragazzi verso il lavoro che svolgono le donne di casa; per vari anni abbiamo ideato e condotto molteplici programmi su canali televisivi e radio locali; pubblicato libri con ricette e racconti di nostre socie e amiche.
Da alcuni anni la Prefettura ci apre i suoi saloni per mostre di hobbystica al femminile, dove le nostre socie espongono bellissimi lavori: dalla pittura agli sbalzi in rame, dal ricamo al restauro di bambole antiche a scultura e creazioni di moda.
Naturalmente non sono mancati i momenti conviviali, le gite di piacere e di conoscenza del territorio, oltre a conferenze sui più svariati e interessanti argomenti che, del resto, abbiamo di volta in volta illustrato sulla rivista “Penelope”.
                                                             Antonietta Olivieri

 

DA FIRENZE PER IL XXX

   1982-2012: trenta anni di attività MOICA
  Trent’anni con questo Movimento che, nato da una felice ispirazione di Tina Leonzi, continua ad essere presente nel mondo dell’associazionismo.
  Dopo Grosseto, Firenze fu la seconda città in cui si sentì il desiderio di unirsi a Brescia dove era sorto il Movimento di fede cristiana, apolitico, Onlus, libero da ogni preconcetto, desideroso di aiutare le Casalinghe ad essere “persone” e non solo “personaggi” della famiglia.
  Miranda Sacconi, Piera Abbarchi, presidenti che cercarono di riunire delle donne che non sapevano come fosse importante lo stare insieme: si cominciò così a ritrovarsi, a discutere e anche a …attagliare.
 
Da Via Cavour, le riunioni passarono in una saletta messa a disposizione dall’Abate della SS. Annunziata, il Santuario Mariano Fiorentino centro della cultura e della storia rinascimentale di Firenze. Poi il Movimento fu accolto in una bella sala dell’antico Palazzo Pucci dalle cui finestre si godeva la visione della cupola del Brunelleschi.
  Il MOICA di Firenze ebbe subito una sua particolare fisionomia, non per niente noi fiorentini siamo conosciuti per la nostra individualità ed indipendenza: così le riunioni assunsero una connotazione particolare “Arte e cultura” e questi due argomenti ebbero la loro maggiore esplicazione con l’arrivo, come presidente, di Giuseppina Simondetti, piemontese puro sangue. Così, come 150 anni fa quando Firenze, dopo Torino, divenne capitale d’Italia, e i funzionari provenienti dal Piemonte seppero integrarsi con la cittadinanza fiorentina, così questa presidente ha saputo capire lo spirito. i desideri della nostra città e non solo, e ha compreso anche l’importanza del lavoro svolto dalle altre città toscane, dove via via il MOICA si andava affermando: e su questa scia continua l’infaticabile operosità del nostro Movimento Italiano Casalinghe.

               ANNA MARIA MISURI ORIOLI - Vice Responsabile

 

Il ruolo della donna
   Quando si parla di donne importanti, generalmente la curiosità ci porta a voler conoscere personalità celebri e affermate.
  
Noi associate MOICA (Movimento Italiano Casalinghe), vogliamo dare semplicemente alle “donne” e, in special modo alle “casalinghe” che sono state sì, l’altra metà del Cielo, ma sempre una sorta del lato oscuro della Luna, presenti, ma invisibili.
  
Oggi, fortunatamente, le donne, grazie al MO.I.CA. e soprattutto grazie alla nostra Presidente fondatrice Tina Leonzi, e anche grazie ad altri Movimenti, hanno conquistato in larga parte, un loro posto nella società e la consapevolezza che senza un ruolo domestico, occulto ma indispensabile, la società stessa non potrebbe funzionare perché mancherebbero quelle basi che solo una donna che regge una famiglia, sa dare e sa dosare.
  
Cicerone diceva: “La famiglia è il luogo dove si impara ad essere cittadini”.
  
Anche la donna che, oltre alla famiglia, svolge un lavoro esterno, è comunque – come dice la nostra responsabile di Firenze Giuseppina Simondetti, impregnata di “casalinghità”, quella che si acquisisce naturalmente, tra le pareti domestiche, sia per necessità, sia per amore verso i propri cari.
   La donna dunque è paragonabile ad una sfera a tutto tondo, è soggetto ed oggetto al tempo stesso e, con il tempo, ha acquistato quella potenzialità e combattività necessarie che le permettono di svolgere, con merito e capacità, qualsiasi ruolo a qualsiasi livello, essendo – si spera – sempre più un esempio per le generazioni del futuro. 
 GIULIANA DAVIDDI TURCHESCHI - Consigliera Gruppo Firenze

 

 DA BOLOGNA PER IL XXX

 Abbiamo pensato molto ai trent’anni del MOICA, traguardo raggiunto anche dal nostro gruppo, nato appunto nel 1982 con la responsabile Angela Bianchi, alla quale sono seguita nel 1991; e concluso che sarebbe bello scrivere un romanzo tanto la vita dell’Associazione ha segnato in modo importante e positivo anche la vita privata di tutte noi.
  
Importante perché abbiamo raggiunto un risultato grandioso, cioè il rispetto e la grande considerazione in tutti gli ambienti dove siamo state chiamate a presenziare. Abbiamo ricordato le espressioni di compatimento nei membri dei primi consigli comunali allorché venivano menzionate le casalinghe.
 
Prendiamo atto ora, proprio quando le casalinghe sembrano in via di estinzione, che il nostro parere è sempre apprezzato e tenuto in considerazione. E di più, tutti ci cercano!
 
Positivo perché siamo cresciute ed abbiamo imparato tanto. La vita associativa è sempre stata molto armoniosa frutto dello spirito di gruppo che ci ha sempre animate.
 
Siamo riuscite ad organizzare avvenimenti di tutto rispetto con gioia ed entusiasmo tanto che spesso sono stati coinvolti anche i familiari.
 
Ancora ricordiamo la grande Assemblea Nazionale del 1994, il ricevimento del Presidente del Parlamento Europeo e le varie visite successive nelle sedi di Strasburgo, Lussemburgo e Bruxelles.
 
Siamo state ricevute in sedi istituzionali di tutta l’Italia e l’Europa, destando sempre molto ammirazione da parte di tutti.
 
Il nostro interesse poi si è rivolto particolarmente alle associazioni che lavorano tuttora per la prevenzione e la cura dei tumori nonché per i bambini africani.
 
Da qui l’idea di produrre grandissimi spettacoli riferiti ai diversi temi dettati di anno in anno dall’Assemblea Nazionale, il cui ricavato è stato interamente devoluto alle associazioni di cui sopra, fornendo un aiuto importante.
 
Attualmente ciò che ci preoccupa di più è la solitudine, frutto di uno stile di vita che purtroppo non tiene nella dovuta considerazione la vita debole e contiamo di sviluppare sempre più la solidarietà che ci fa sentire membri di una bella famiglia che a molti manca.
  La bella famiglia del MOICA, così bella perché riluce della meravigliosa guida di Tina Leonzi nostra impareggiabile Presidente Nazionale.

       BONA CAVEDONI responsabile MOICA/ Emilia e Bologna

 

DA S. BENEDETTO DEL TRONTO (ASCOLI) PER IL XXX

Il 2012 ricorre il XXX del MOICA.
  
In questa occasione mi è d'obbligo ricordare gli inizi (molto duri) di questo nostro impegno, iniziato con tre socie: Maria Grazia Gaffi, Giuseppina Castellucci, Rossella Giammatteo.
  
La divulgazione degli obiettivi a favore della casalinga veniva espletato “porta a porta”.
  
Non avevamo una sede, molte volte scherno e considerazioni offensive ci venivano indirizzati, le stesse casalinghe usavano ripetere “noi non lavoriamo”.
  
Con la consapevolezza di difendere alcuni diritti fondamentali della persona - grati al MOICA che ci dava questa opportunità – abbiamo avuto la forza di portare alla ribalta un lavoro che va considerato altamente importante.
   Rimarranno sempre nel nostro cuore e nel nostro ricordo tutte quelle donne, ancora presenti o meno, che con la loro testimonianza e perseveranza ci hanno fatto raggiungere la stima e il rispetto di cui oggi godiamo.

                                  MARIA GRAZIA GAFFI, responsabile

 

DA VILLATORA (PADOVA) PER IL XXX

 Alle mie carissime amiche. I miei ottant'anni … e i trent'anni del MOICA
  
Da alcuni anni ho l'abitudine di sdraiarmi sul divano per un sonnellino pomeridiano, ma oggi, 2 febbraio, non sono riuscita a farlo, mi guardo attorno …

  Il soggiorno è addobbato a festa: primule, giacinti, rose, margherite, calicanto, nastri di molti colori, un vero arcobaleno, biglietti beneauguranti, manifesti e scritte varie. Tutto questo perchè ieri, 1 febbraio, le mie amiche del MOICA hanno festeggiato i miei 80 anni.
   Come faccio di solito ogni martedì, vado in sede e, con mia grande sorpresa, trovo le mie amiche tutte lì riunite che mi accolgono con canti, auguri e battimano.
  
Da un po' di tempo il mio motto è “tanti obiettivi, nessuna aspettativa...”, immaginatevi come sono rimasta, sbalordita è dir poco, mi sentivo una bambina davanti a un inaspettato e gioioso evento. Non so nemmeno se poi le ho ringraziate, ero troppo commossa.
  
Oggi però, tranquilla a casa, il pensiero e la mia gratitudine va a tutte voi mie care amiche.
  
Senza il vostro amore e aiuto sarei molto più povera … quante cose ho imparato da voi!
  
Chi sapeva fare il punto gigliuccio se non c'era Rina? E i primi punti a maglia senza Valeria? Che dire di Gianna, che con le sue capacità, con la sua cultura e buongusto, ci aiuta a risolvere qualsiasi difficoltà?
  
Faccio tesoro degli ottimi consigli di cucina di Giusy; ammiro le capacità e la voglia di apprendere di Roberta; la puntualità, la pazienza e la dolcezza di Lia; la buona volontà e disponibilità di Maura; la precisione di Giuditta; la fantasia di Francesca; lo spirito allegro di Antonietta. Come non ricordare, inoltre, Mirella 1, Tecla, Anna, Gabriella, Mirella 2, Giulietta, Adriana, Mariarosa e molte altre preziose persone sempre disponibili.
  
Fine intenditrice di cose belle è Vanna; lei ci ha fatto conoscere e amare i grandi maestri del colore, guidandoci nella visita di interessanti mostre, facendoci così appassionare, al disegno, al decoupage e alla pittura; grazie a lei oggi so distinguere un Picasso da un Van Gogh.
  
Un particolare ringraziamento lo devo, infine, alla nostra carissima 3 B (bella, brava, buona) presidente Gabriella, che dedica molto del suo prezioso tempo all'associazione e che assieme a queste meravigliose persone compone il gruppo MOICA di Villatora e Saonara.
  
E grazie al MOICA, che tutto questo ha reso possibile, che quest'anno compie 30 anni.
  
Vi voglio bene.
                                                                       UGOLINA

 

 

BREVE STORIA DEL MOICA CREMONESE

La sezione cremonese del Mo.I.Ca. è nata nel 1983, quando la prof.ssa Marina BARBIERI – insegnante di filosofia – andò in pensione. Il suo grande amore e rispetto per la mamma casalinga, le fece accettare la carica di responsabile cittadina.
Inizialmente le iscritte erano piuttosto poche, ma con l’aiuto e l’incoraggiamento di Tina Leonzi, Marina riuscì a portare avanti il gruppetto di 7-8 persone che spesso si spostava a Brescia per partecipare a incontri e conferenze.
Marina è rimasta responsabile sino al 1997. Con lei abbiamo partecipato ai congressi di Taranto, Genova e Milano. Poi, un po’ stanca e desiderando alla guida della sezione cittadina una persona più giovane, ha chiesto di votare per una nuova responsabile.
L’eletta è stata Adele Delli Antoni Balestreri.
All’inizio il numero delle iscritte aumentò notevolmente, supportato da tante idee nuove, da tanto entusiasmo, dalla voglia di fare, di conoscere, di viaggiare e di non sentirsi più solamente “donne di casa”.
Nel 2007 è stata ospitata, presso la sede cittadina, l’importante mostra fotografica “Donna nel mondo” curata dal noto fotografo cremonese Ezio QUIRESI: l’evento ha riscosso un grandissimo successo, tanto da venir replicato anche a Brescia e a Pralboino. Grazie al gruppo Brescia Leonessa, più solido e numeroso, è stata possibile la partecipazione a numerose iniziative e viaggi culturali. Con il tempo, l’esperienza e la consapevolezza, il gruppo cremonese ha iniziato a “camminare da solo”.
Sempre rappresentato ai congressi nazionali, solo negli ultimi due anni ha mancato l’importante appuntamento: saremo, però, presenti alla XXX Assemblea Nazionale di Brescia del 7-8 giugno 2012 per celebrare insieme il XXX anniversario della costituzione del Mo.I.Ca.
In questi anni oltre ad aver assistito a diverse rappresentazioni teatrali, ad aver organizzato piacevoli conviviali in occasione del Carnevale, delle festività pasquali e natalizie, sono stati organizzati numerosi incontri culturali relativi all’approfondimento dei più svariati e attuali temi quali la droga, l’embrione, il commercio solidale, gli handicap, l’amicizia e la prostituzione.

Attraverso convegni e seminari è stato valorizzato il lavoro della casalinga con lo scopo di ridare dignità alla donna come soggetto di grande valore umano, sociale e politico.
Ampio spazio è stato dato alla salute e alla prevenzione di malattie e infortuni domestici. È stato approfondito anche lo studio del nostro territorio attraverso la visita dei più significativi monumenti della zona.
L’11 dicembre 2007, alla presenza di due ospiti d’eccezione – Tina Leonzi e Marisa Caldera – è stato festeggiato il 90° compleanno di Marina Barbieri.
Sempre nel 2007 e per stare al passo con i tempi, il gruppo ha creato il proprio indirizzo email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . L’invio e la ricezione di documenti risulta ora molto più semplice e veloce grazie a questo indispensabile strumento.
A settembre 2010, abbiamo partecipato a Salò ai grandi festeggiamenti per l'80° compleanno di Tina Leonzi.
Nel 2010 il gruppo ha rischiato di sciogliersi causa alcuni problemi di salute della responsabile, ma grazie all’impegno e alla volontà di tutte le iscritte, gli incontri sono continuati regolarmente.
Alla fine del 2011, dopo oltre vent’anni, è stato affrontato anche il cambio di sede, ma dopo qualche disagio iniziale, gli incontri sono ripresi con cadenza settimanale. Come tutti gli anni poi, prima del Natale, il gruppo si è dedicato alla realizzazione di stelline, alberelli natalizi e copertine di lana per “Il Centro aiuto alla vita”; sciarpe, berretti e coperte sono state, invece, donate alla S. Vincenzo della nostra parrocchia.
La festa del tesseramento e un simpatico e allegro pranzo con scambio di auguri, hanno concluso il 2011. Come di consuetudine ci siamo lasciate con molte idee per il futuro e tanto entusiasmo.

ADELE DELLI ANTONI BALESTRERI

 

PARTE VIVA E VITALE DI UN CORALE UNIVERSO FEMMINILE


Mi presento, sono Tiziana, la responsabile MO.I.CA di Civitanova Marche, nella vita insegno e, oltre ad occuparmi di figli e genitori, ho una passione terribile, scrivo ... soprattutto di donne. Tanto che il titolo del mio libro è proprio "Donne di terra, donne di mare: il lavoro invisibile", quindi se c'è una che crede nelle potenzialità infinite al femminile, sono proprio io.

 

 

 

 

Sono ben 7 anni che sono Moicana e devo dire che ogni volta questo grande movimento è una sorpresa meravigliosa. Mi sono avvicinata al MO.I.CA grazie alla coinvolgente e travolgente Elisa Cingolani, autentico motore e genius loci dell'associazione e devo dire che non me ne sono mai pentita!
In MO.I.CA, sotto la supervisione di MADAME, come amo chiamarla, si respira un'aria efficiente e piena di entusiasmo: incontri, dibattiti, mostre itineranti sulla creatività femminile, partecipazione capillare a varie iniziative di beneficenza, tutto per far risaltare al meglio il lavoro prezioso di tante associate.
Ognuno offre il suo apporto secondo le capacità e possibilità: ogni sede si caratterizza per un quid particolare e le socie sono un vivaio continuo di risorse stupefacenti.
E poi ... e poi l'impegno su scala nazionale: quello veramente mi ha sbalordito: proposte di legge, manifestazioni e partecipazioni televisive in dibattiti a tema ... il tutto per sostenere il lavoro invisibile delle donne e far riconoscere che la casalinga, full o part-time, è il vero deus ex machina della famiglia e la spina dorsale della società italiana.
Che dire di più?!? Da questo universo variegato di moicane, c'è sempre tanto da imparare e l'esperienza di ognuno si somma a quella delle altre per sfociare nel clou dell'Assemblea Nazionale dove veramente si può soppesare il valore del MO.I.CA e la sua influenza propositiva e apolitica in tutto il paese; ogni anno in 3 giorni di full-immersion, si organizzano dibattiti, videoconferenze, collegamenti internazionali con associate di Nord e Sud America, si può assistere a relazioni, a vario tema, di psicologi e dottori, a interventi di politici legati alle Pari Opportunità e alle politiche familiari ... una vera mamma per l'intelletto e ... per il già grande cuore delle donne.
Insomma ci si sente indubbiamente parte viva e vitale di un corale universo femminile che vuole essere anche un omaggio a quella "sorellanza" e a quella indomabile forza propulsiva che solo le Donne sanno applicare con intelligenza e costanza al fare quotidiano per vivere al meglio il presente e per progettare incessantemente per sé e per la propria famiglia un futuro comune di prosperità e di pace.

Prof.ssa Tiziana Frenquelli
Responsabile MOICA Civitanova
Commissaria Pari Opportunità Provincia di Macerata

  

BUON COMPLEANNO MOICA
(da tutte le socie marchigiane)

Quest'anno il MOICA compie i suoi primi trent'anni di vita e come in tutti i compleanni, proprio sul più bello, mentre vanno musiche ed applausi, ecco che il festeggiato, avverte impellente, il desiderio di isolarsi dentro una bolla di silenzio, per poter stilare il bilancio della sua vita.
Per cercare di dare un'interpretazione del mondo e soprattutto per capire il proprio ruolo nel mondo stesso, nella consapevolezza che di quegli anni passati non resta che una tavolozza di colori a cui far ricorso per ricostruire un quadro completo, un bilancio finale.
Nelle Marche, il MOICA, nasce negli anni 80, quando la parola “casalinga” era sinonimo di “insignificante” se non era addirittura un “insulto”.
“Cosa fa tua moglie?” - “Niente, è casalinga”.
La donna vera, quella degna di tale nome, era la donna in carriera.
Quella con la borsa da manager, abbigliamento tendente al mascolino, sguardo di sufficienza ed ampia falcata con cui sorpassare, lungo la via, la povera casalinga, per farla sentire una nullità riflessa nella vetrina della merceria intenta a contemplare uncinetti e gomitoli di cotone.
E lei, la poveretta, inghiottiva l'umiliazione come una medicina amara che a lungo andare, però, la farà risorgere forte e motivata.
Ma prima ancora che questa medicina sortisse il suo effetto salvifico, l'identikit della casalinga di allora, per l'immaginario collettivo, era questo: grassa, trasandata, con le pianelle abbondanti a cullare i talloni solcati da crepe giallastre, bigodini “al posto” dei capelli, odore di cipolla, patatine avidamente divorate davanti alle telenovele, portatrice sana dei microbi della maldicenza e dell'ignoranza.
Urgeva, la cura!
Si dice che una donna forte si riconosca dal primo sguardo. Sappia guardarti con dolce determinazione, sappia sorridere con l'intero volto quasi senza muoverlo e ti faccia star bene per il semplice fatto di esserti accanto. Una donna forte colora le tue giornate e ti trasforma in una persona forte.
E questa donna forte, il MOICA l'ha inviata in soccorso di quello stuolo di donne umiliate che attendevano con ansia una spalla su cui piangere.
La sua sicurezza, il suo piglio volitivo e dolce nel contempo, erano inviti a confidenze d'anima e lei, ha saputo cavar gioia dalle loro ferite.
Quella donna forte, che ha ridato dignità e sorriso alle casalinghe e che ha reso grande il MOICA/ Marche, ha un nome e un volto: quello di Elisa Cingolani.
Col suo fare dolcemente severo, con la sua fragorosa risata, col suo potere di coinvolgerle nelle più disparate attività, Elisa è riuscita a convincere queste donne, di essere detentrici di valori inestimabili. Ha ascoltato le loro storie, ha scovato le loro potenzialità latenti, le ha rese consapevoli della preziosità del loro ruolo in seno alla famiglia.
Sono così emerse figure straordinarie di donne che si sono distinte nelle diverse espressioni dell'arte e della cultura. Si è visto allora cosa fossero capaci di creare certe mani sapienti con i materiali più semplici ed umili. Si è accertato allora, come fosse possibile creare rapporti umani e sconfinate amicizie fino a diventare una vera e propria forza.
E lei, Elisa, è sempre lì, infaticabile, al loro fianco, a trasformare il loro lamento in un canto di contagiosa libertà interiore.
E allora, auguri MOICA! Spegni pure le tue 30 candeline, consapevole che quel soffio, sia la sintesi di tanti momenti divenuti conquista umana e sociale.

GABRIELLA PAOLETTI - Socia MOICA/ Marche

 

 

 

 

 

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