Brescia iscrive Tina Leonzi nel Famedio del Cimitero Vantiniano
Si è svolta nei giorni scorsi la cerimonia con cui Brescia, città natale della fondatrice del Moica ha inteso affidarne il ricordo all’eternità. Nel corso di una partecipatissima e sentita commemorazione, infatti, il nome di Tina Leonzi è stato impresso a chiare lettere sulle pareti del Famedio cittadino. Si tratta di un’elegante e ampia struttura in seno al campo santo cittadino, un cimitero monumentale tra i più prestigiosi d’Italia. Lì il nome della nostra amata Tina fiancheggia ora quello di altri benemeriti bresciani: figure che si sono distinte nel corso della storia e lasciato di sé un esempio da portare a modello alle future generazioni.

Alla cerimonia, presieduta dal Sindaco Laura Castelletti, hanno presenziato varie esponenti del Moica – donne attive in famiglia e società, capitanate dal Presidente nazionale Sara Squassina che ha raccolto il testimone della Leonzi alla guida dell’APS.
“A 43 anni di distanza dalla nascita della nostra realtà, fortemente voluta e condotta con maestria da Tina (come amava essere chiamata), il suo nome è ora e per sempre tra quanti hanno dato lustro alla città – ha spiegato commossa Squassina –. La cerimonia ha alternato momenti di toccante solennità a musica, letture di poesie ed emozionate testimonianze. Un momento, quello dello svelamento della lastra commemorativa, che rimarrà impresso nei cuori di tutte noi. Come lo sarà il piglio determinato e il sorriso dolcissimo della donna cui tutte dobbiamo riconoscenza per le grandi vittorie conquistate a favore delle donne. Tina mi ha insegnato moltissimo – ha ammesso con orgoglio la nuova numero uno del Moica –, ha lasciato dietro di sé un vuoto incolmabile, ma ci ha anche affidato un testamento di valori e obiettivi che sarà nostro compito non deludere. Non è del resto un’iperbole affermare che, senza Tina, oggi molte donne mancherebbero d’importanti diritti e riconoscimento. È un ricordo, il suo che ci sprona a insistere nel solco di quella strada che per quasi mezzo secolo ha tracciato. Spetta a noi condurla ancora più lontano”.


Una vita spesa a favore del riconoscimento della dignità, della tutela del ruolo sociale e culturale del lavoro domestico, quella di Tina Lonzi, che ha saputo coagulare rispetto, amicizia e condivisione d’intenti lungo tutto lo Stivale e oltre. Giornalista e scrittrice, autrice di numerose pubblicazioni sulla condizione femminile, la fondatrice del Moica ha guidato l’associazione fino alla morte, che l’ha colta nel giugno del 2024. L’APS contava allora ben 130 gruppi locali su tutto il territorio nazionale e un ruolo da protagonista sulla scena europea per mezzo dei “FEFAF”, la Federazione europea delle donne attive in famiglia.


