24 Novembre 2025

Moica: “Contro la violenza sulle donne serve un segnale forte (e quotidiano)”

Un progetto Moica per il 2026

Obiettivo: trasformare l’orrore dei numeri in nomi e cognomi che smuovano le coscienze

Ricorrerà il 25 prossimo la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne istituita dalle Nazioni Unite. A più di un quarto di secolo da quella Risoluzione, Moicadonne attive in famiglia e società APS, ripercorre le molte battaglie che l’hanno vista protagonista per l’ottenimento dei diritti delle donne. Lotte i cui successi tuttavia illividiscono contro i numeri della violenza. Violenza come bavaglio e intimidazione, violenza come negazione al diritto stesso e irrinunciabile di essere, semplicemente, donna. Per questo a quei numeri di agghiacciante protervia Moica sceglie di rispondere con altrettanta, numerica e spoglia evidenza. A partire dal primo gennaio prossimo, sui profili social dell’APS, ogni notizia di violenza avrà un nome e un cognome. Perché non solo il 25 novembre o l’8 marzo si deve dar conto della verità: ogni giorno, ad ogni violenza, serve riflettere su quanto ancora si sia lontani dal diritto più importante.

“È sconfortante – dichiara la Presidente nazionale Sara Squassinaosservare come le tante attività formative e sensibilizzatrici, legislative e di condanna, di cronaca, comunicazione e buone prassi, ancora non siano valse la presa di coscienza che la violenza di genere è lungi dall’essere estirpata. Trasversale alle generazioni e apparentemente impermeabile ad ogni educazione – insiste – perdura senza freno. A pochi giorni dall’approvazione alla Camera della proposta di legge sul consenso, mi chiedo come sia possibile che a crescenti sensibilità, la società ancora opponga l’adagio di brutalità fisiche e psicologiche che abbacinano un giorno per essere ridotte a dimenticata statistica il seguente. Moica non ci sta. E così – ha spiegato Squassina – ci siamo risolte per questo semplice, ma incisivo segnale”.

I numeri parlano chiaro: più del 30% delle donne tra i 16 e i 70 anni subisce nel corso della vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Una donna su tre. Rispetto al 2014 (anno della precedente indagine Istat “Sicurezza delle donne”) i dati del 2025 evidenzianoimportanti aumenti delle violenze subite dalle giovanissime (16-24 anni). Sempre al confronto con undici anni fa, si rileva una diminuzione dei casi di violenza fisica cui, tuttavia, fa da contraltare il rilevante incremento di violenze sessuali, tentati stupri e stupri. Se a queste si aggiungono il ventaglio delle violenze psicologiche e del non detto, del dolorosamente taciuto, ecco che i numeri assumono dimensioni incredibili. E proprio questo è il punto, secondo l’APS:

“Il rischio è che i numeri indignino e scoraggino, che siano cioè talmente elevati da sfumare nella difficile comprensione – osserva la Presidente –, finendo per essere ‘ammessi’ a riflessione sono in certi, specifici giorni. La nostra idea, sia pure per certi versi semplicistica ma, ritengo, di significato, vuol essere il ritorno alla persona. Ogni giorno. Tutti i giorni dell’anno che abbiano a macchiarsi di violenza. Un nome e un cognome su sfondo rosso come rosso il logo che da sempre le battaglie del Moica, perché – conclude Squassina – ogni violenza come ogni donna dev’essere più di un numero”.

Con l’aiuto di tutti voi possiamo farcela!

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