6 Marzo 2026

8 marzo: dare voce al dramma invisibile del lavoro femminile non retribuito

In occasione della Festa della donna la nostra Presidente ha inteso sottolineare e promuovere una riflessione sul troppo spesso ignorato tema del lavoro femminile domestico e di cura non retribuito. Da sempre battaglia centrale del MOICA, registra infatti una della più alte incidenze in termini di sommerso.

“Numeri che fanno male e restituiscono la fotografia di un’ingiustizia strutturale che penalizza in Italia milioni di donne. Il lavoro domestico e di cura, complice l’aumento d’età della popolazione – ha spiegato Sara Squassina, presidente nazionale MOICA -, è destinato a un crescente e ineludibile gravame. Si tratta di qualcosa d’irrinunciabile al concreto funzionamento della società: un valore che tuttavia rimane invisibile, non retribuito e privo di qualsiasi riconoscimento formale. Le donne che di necessità scelgono o sono costrette a dedicarsi alla famiglia rinunciano a opportunità professionali, indipendenza economica e persino ai propri diritti pensionistici. È inaccettabile – ha affermato Squassina – che un lavoro che vale quasi 340 miliardi all’anno non generi alcun diritto per chi lo svolge e, nell’indifferenza generale, venga relegato a chissà qual millantato dovere o etica presa in carico. Come MOICA ci siamo sempre fatte promotrici del riconoscimento economico e previdenziale al lavoro familiare: contributi figurativi per le madri, un reddito di cura per i caregiver familiari, politiche di conciliazione vita-lavoro efficaci e un cambio culturale profondo che superi gli stereotipi di genere ancora troppo radicati nella nostra società. Chiediamo a tutti di fare di questo 8 marzo un momento di riflessione collettiva e di fattivo impegno per la parità. È tempo – ha concluso – che l’Italia riconosca il valore delle donne e trasformi il loro sudore in diritti, tutele e opportunità”.

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